Una introduzione per capire meglio il mondo delle zanzare attraverso il loro ciclo, le loro abitudini ed il loro comportamento.
Le zanzare sono ditteri a prevalente dieta ematofaga. Le femmine infatti hanno bisogno di sangue per completare il proprio ciclo biologico. I generi maggiormente rappresentati sono il genere Anopheles, il genere Culex ed il genere Aedes. Delle circa 2000 specie presenti in tutto il mondo, in Italia ne sono state segnalate una sessantina.
Le zanzare sono vettori di parassiti per uomo e animali e sono in grado di trasmettere malattie virali, batteriche e protozoarie.
Il ciclo, la cui durata è strettamente legato alle condizioni ambientali (temperatura e umidità) si compie attraverso le fasi di uovo, larva, ninfa e adulto. Mentre le prime tre forme sono legate all’ambiente acquatico, l’adulto è legato all’habitat terrestre.
Il numero delle generazioni annuali varia a seconda della specie e può arrivare anche a 10 se le condizioni stagionali sono particolarmente favorevoli.
L’ovodeposizione avviene rigorosamente in acqua in gruppi variabili da 200 a 500 uova. Lo stadio di uovo dura da 2 a 6 gg. Se però le condizioni ambientali non sono ideali l’uovo è in grado di entrare in uno stato di quiescenza e durare più a lungo (anche più di un anno nel caso genere Aedes – zanzara tigre).
Lo stadio larvale richiede circa una settimana ma in condizioni avverse può arrivare anche ad un mese. Pur vivendo nell’acqua le larve hanno bisogno di ossigeno libero per respirare e per questo vivono a pelo d’acqua utilizzando sifoni o stigmi respiratori per assumere ossigeno dall’aria. Questo è il motivo per cui le zanzare possono vivere anche in acque dove l’ossigeno è carente.
Dotate di apparato boccale masticatore, le larve di Culex e Aedes sono erbivore mentre quelle di Anopheles sono carnivore.
Le pupe hanno una durata molto breve (2-3 gg); non si nutrono e si muovono continuamente con funzione respiratoria.
Dalla pupa si genera l’adulto alato il cui obiettivo immediato è l’accoppiamento.
Gli adulti sono caratterizzati da dimorfismo e difagismo sessuale. Poco dopo la copula il maschio, dotato di lunghe antenne piumate, muore; la femmina invece, munita di antenne con brevi peli, assume abitudini ematofaghe.
Grazie al proprio apparato boccale pungente succhiante, la zanzara femmina emette una saliva contenente anticoagulanti e sostanze irritanti e si nutre di sangue.
La saliva è responsabile del prurito (dermatiti) che ne consegue alla puntura e viene emessa dalla zanzara per richiamare una maggior quantità di sangue nella zona perforata.
Il sangue è indispensabile per completare la maturazione delle uova e ogni femmina è in grado di succhiare una quantità di sangue pari al doppio del proprio peso corporeo.
Il maschio nella sua breve vita ha abitudini glicifaghe e si ciba di succhi vegetali (nettare, frutta in decomposizione, melata di afidi) ottenendo in questo modo l’energia sufficiente per volare e riprodursi.
La longevità delle femmine è strettamente legata alle condizioni ambientali. Esse sono cattive volatrici e le lunghe distanze vengono percorse solo passivamente. Il ciclo biologico della femmina si esaurisce con l’ovodeposizione e questa deve avvenire rigorosamente in presenza di acqua (igrotropismo).
In caso di siccità, la femmina può ritardare l’ovodeposizone e allungare il proprio ciclo biologico.
Oltre ad attaccare l’uomo, le zanzare pungono anche altri mammiferi e uccelli. I rettili e gli anfibi sono meno appetibili sia per la natura dell’epidermide sia per l’ectotermia (temperatura corporea regolata esternamente). Questi ultimi se vengono attaccati, vengono punti di giorno quando le temperature sono più elevate.
Il periodo di maggiore proliferazione è l’estate soprattutto quando questa decorre piovosa ed umida. In questo periodo il ciclo biologico può essere anche di 12 giorni.
Di abitudini spiccatamente crepuscolari, di giorno le zanzare rifuggono l’insolazione diretta e si concentrano in zone riparate e fresche.
La loro attività si protrae per tutta la notte fino al sorgere del sole.
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