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I tarli del legno

Coleotteri Anobidi

Piccoli coleotteri (3-5 mm) in grado di attaccare sia il legno che i suoi derivati (es. carta).

La capacità di digerire il legno dipende da microrganismi (funghi, batteri o protozoi) che risiedono nell’intestino dell’insetto e sono in grado di digerire la lignina e la cellulosa.

Gli anobidi non si approfondiscono molto nel legno rimanendo nel superficiale alburno (primi 4-5 cm).

Il danno quindi è particolarmente grave sui manufatti decorati.

Anobium punctatum

Il tarlo dei mobili compare a maggio-giugno quando fuoriesce dal foro di sfarfallamento. La femmina è in grado di deporre fino a 40 uova su superficie rugose o nelle anfrattuosità (raramente su superfici lisce).

Nel giro di 2 settimane fuoriescono le larve che iniziano l’attività escavatoria.

Il ciclo completo a seconda delle condizioni ambientali può durare da 1 a 2 anni. Se l’ambiente è riscaldato si possono avere anche 2 generazioni all’anno.

Attacca sia il legno delle latifoglie che delle conifere.

Xestobium rufovillosum

Viene comunemente chiamato Orologio della morte per il rumore ritmato che produce durante il periodo di riproduzione.

Lungo anche più di mezzo centimetro, l’adulto compare in marzo-aprile e la femmina, particolarmente prolifica, arriva a deporre anche 200 uova.

Il Grande tarlo ha un ciclo molto lungo e la larva prima di diventare adulta rimane da 2 a 4 anni nascosta nel legno.

Provoca ingenti danni soprattutto su castagno, faggio, olmo, noce e quercia.

 Coleotteri cerambicidi

I cerambicidi sono molto più grossi degli anobidi arrivando anche a 2-3 cm di lunghezza.

Anche le gallerie sono molto più grosse (fino a un 1 cm di sezione) e possono raggiungere anche il centro del manufatto.

La sola presenza di una larva deve essere considerato un segnale estremamente pericoloso.

Hylotrupes bajulus

Gli adulti compaiono tra giugno ed agosto e le femmine a volte depongono le uova prima ancora di uscire dal foro di sfarfallamento.

Ogni femmina è in grado di deporre anche un centinaio di uova.

Il capricorno delle case preferisce il legno delle conifere ma occasionalmente si può trovare anche sulle latifoglie.

Il ciclo completo può arrivare anche a 3-5 anni.

Il legno viene digerito direttamente da enzimi cellulosolitici prodotti dal capricorno stesso.

I danni possono essere molto gravi in quanto i manufatti attaccati riducono fortemente la propria resistenza e possono essere evidenti solo dopo 2-3 anni.

Hesperophanes cinereus

Le caratteristiche biologiche sono simili al precedente tranne che per il ciclo più breve (da 1 a 3 anni).

Attacca quasi esclusivamente le latifoglie e i danni sono particolarmente gravi sui legni giovani usati per il restauro.

Isotteri

Kalotermes flavicollis

La termite dal collo giallo è lunga circa 1 cm ed è in grado di nidificare nei vuoti dei muri, nelle teste delle travi svuotate e nel legni annegati nelle murature oltre che nel terreno.

Il nido viene fondato da due adulti alati che si accoppiano. La femmina depone le uova dalle quale usciranno gli individui che formeranno la colonia, formata da non più di 1000-2000 individui.

Nel periodo estivo si ha la sciamatura (abbandono del nido da parte degli alati).

Poiché le termiti lavorano all’interno del legno in assenza di luce, è molto difficile accorgersi della loro presenza.

La battitura delle travi con martello può essere utile per individuare pericolosi vuoti del legno.

Reticulitermes lucifugus

Mentre il Kalotermes attacca le strutture lignee asciutte, la termite lucifuga preferisce strutture con elevati tassi di umidità (punti di condensa, infiltrazioni di acqua piovana).

I nidi sono composti anche da decine di migliaia di individui e la sciamatura avviene all’inizio dell’estate.

I danni sono gravissimi e l’erosione può interessare anche tutta la sezione di una trave senza che all’esterno nulla sia manifesto con pericolo di crolli improvvisi.

Imenotteri formicidi

Camponotus herculeanus

Sono formiche che nidificano nel legno e per questo sono chiamate formiche carpentiere. In grado di colonizzare anche le piante vive, all’interno si possono ritrovare nelle strutture legnose come le travi o gli stipiti di porte e finestre.

L’attività di escavazione viene supportata da robuste mandibole che strappano il legno che successivamente viene portato all’esterno.

Le formiche carpentiere si nutrono anche di melata di afidi e di altri insetti.

La loro presenza in abitazioni nei mesi invernali indica che probabilmente il nido è stato costruito all’interno dell’edificio.

Crematogaster scutellaris

Mentre le formiche carpentiere sono generalmente nere nella parte anteriore e rosse in quella posteriore, le formiche acrobate, così chiamate perché quando disturbate innalzano l’addome mettendo in rilievo l’aculeo, sono più piccole e di colore variabile dal giallo al nero (passando per il rosso-marrone).

Vengono definite anche formiche testa rossa per la tipica colorazione del capo.

Sono in grado di morsicare se molestate.

Sono onnivore e al contrario delle formiche carpentiere vanno alla ricerca di cibo anche di giorno.

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