Il tarlo asiatico rappresenta una seria minaccia per i vivai di latifoglie ornamentali, arboree e arbustive, per le piante da frutto e per gli ecosistemi urbani e forestali.
Il controllo del tarlo asiatico risulta problematico per le seguenti motivazioni:
I provvedimenti di lotta devono pertanto essere attivati anche in presenza di limitati livelli di infestazione. L’obiettivo è contenere la diffusione.
La difesa chimica
Al momento attuale ha dato risultati non completamente soddisfacenti. Ciò nonostante proprio per impedire che il Anoplophora chinensis possa spostarsi in nuove zone o su nuove piante, è prevista l’esecuzione di interventi insetticidi secondo le modalità stabilite dai Servizi Fitosanitari Regionali.
In particolare la Regione Lombardia ha decretato l’obbligo di effettuare tre/quattro trattamenti insetticidi su tutte le piante ospiti presenti nelle aree focolaio e nelle aree interne alle zone di quarantena: il primo preferibilmente a metà di giugno, i successivi a distanza di circa 15-20 giorni.
I prodotti fitosanitari consentiti sono quelli registrati per essere distribuiti sulle piante ornamentali e caratterizzati da bassa classe tossicologica e con effetto abbattente.
Tali interventi devono essere obbligatoriamente eseguiti anche dai cittadini sul verde privato.
La difesa biologica
Sono in corso studi per verificare l’efficacia di mezzi biologici ma al momento attuale i risultati non garantiscono l’efficacia dell’intervento.
Gli agenti di controllo biologico in corso di studio sono alcuni Ditteri Tachinidi le cui larve parassitizzano gli adulti di Anoplophora chinensis, funghi del genere Beauveria e diversi nematodi del genere Pseudogasteroides.
La difesa meccanica
Alberi e arbusti che manifestano sintomi della presenza degli adulti e/o delle larve del tarlo asiatico devono essere estirpate con contestuale distruzione delle ceppaie e delle radici mediante macchine trituratrici (cippatura).
Il legno ottenuto dagli abbattimenti deve essere bruciato poichè il tarlo asiatico è in grado di completare il suo ciclo anche su singoli pezzi di tronco o radice.
Prevenzione
Monitoraggio del territorio teso all’individuazione delle piante colpite anche se tale pratica risente del fatto che il tarlo asiatico può essere presente nella pianta allo stadio di larva senza manifestare alcun sintomo esterno.
Programma di informazione indirizzato alle Pubbliche Amministrazioni, ai vivai e ai cittadini anche mediante l’organizzazione di incontri specifici. Ai cittadini è anche richiesta la collaborazione a segnalare piante con sintomi da Anoplophora chinensis sia su aree private che pubbliche.