Le zanzare sono ormai insetti più fastidiosi che pericolosi e proprio per questo bastano pochi ma precisi accorgimenti per limitarne la loro diffusione senza compromettere la salute dell'ambiente. La prevenzione serve proprio per limitare gli interventi di disinfestazione.
Oggigiorno la lotta alle zanzare non ha più motivazioni igienico-sanitarie. La possibile trasmissione di malattie come la malaria deve essere considerato un problema ormai superato nel nostro paese anche se il comportamento leggero di chi ha viaggiato senza precauzione in paesi dove il plasmodio è ancora attivo, non deve essere assolutamente trascurato.
Le maggiori problematiche che si riscontrano nelle città ed in particolar modo nelle località turistiche è il fastidio e il disagio provocato dal volo e dalle punture delle zanzare.
Per questo motivo si cerca di prevenire la diffusione di questi insetti volanti prediligendo la lotta larvicida a quella adulticida.
Tale scelta ha motivazioni sia ecologiche che di opportunità.
La lotta adulticida utilizza prodotti a largo spettro d’azione che possono avere un forte impatto ambientale e sulla popolazione. Effetti collaterali di questi interventi possono essere la proliferazione di acari sul verde pubblico, la moria di api, una forte tossicità in acqua. Inoltre la bassa tossicità acuta dei prodotti fa sì che alcuni operatori li utilizzino senza particolari precauzioni con il rischio di andare a contaminare orti urbani e di entrare in contatto con persone e cose.
La lotta larvicida invece risulta essere più discreta e può essere condotta con prodotti biologici a basso impatto ambientale come ad esempio il Bacillus thuringiensis.
Tutto questo si traduce in benefici per la salute del cittadino ma anche per la salute dell’ambiente.
Gli interventi di prevenzione si muovono essenzialmente su due piani: da una parte consistono in una generale bonifica idrica mirante ad eliminare ogni fonte di ristagno idrico indispensabile per l’ovodeposizione da parte delle femmine feconde e una corretta; ma tutto questo diventa inutile se parallelamente non si effettua una capillare informazione alla cittadinanza per ridurre la possibilità di creare focolai secondari di riproduzione.
Lo sgrondo delle acque superficiali e lo sfalcio periodico della vegetazione sono tecniche utili per creare ambienti non ospitali per le zanzare.
In termini di prevenzione si può anche pensare all’introduzione in bacini chiusi di acqua permanente del pesce larvivoro Gambusia affinis anche se non sempre si sortiscono gli effetti desiderati.
Il servizio di dezanzarizzazione deve inoltre necessariamente prevedere una preventiva mappatura del territorio per la localizzazione dei focolai di infestazione avendo l’accortezza di registrare informazioni relativamente alla presenza di acqua: se continua o intermittente è un elemento da non sottovalutare in termini di probabile presenza di zanzare.
In questo modo è possibile creare una banca dati aggiornata di anno in anno per valutare la pullulazione della popolazione ma anche per verificare l’efficacia dell’intervento attraverso sopralluoghi a cadenza anche settimanale nei punti a maggior rischio di infestazione.
In ambiente urbano i luoghi di più probabile infestazione sono la rete fognaria, i tombini, le caditoie. In questi luoghi il ristagno di acqua è più che sufficiente per creare una zona ideale per le zanzare. Gli adulti sono in grado di svernare in luoghi riparati come cantine, box, seminterrati.
Nei giardini privati i luoghi più probabili sono i sottovasi, le vasche per la raccolta delle acque piovane. Un semplice coperchio può impedire indesiderate ovodeposizioni ma si deve avere l’accortezza di svuotare i contenitori ogni 4-5 gg per interrompere il ciclo di sviluppo.
Nelle fontane ornamentali, come già detto, può essere utile introdurre pesci larvivori (gambusie e pesci rossi)
Altri luoghi ottimali per lo sviluppo delle larve sono grondaie, cavità di alberi, rifiuti abbandonati, scatole, bottiglie e vecchi pneumatici. Dove sono presenti depressioni vi sono sicuramente ristagni idrici.
Se si esce dall’ambito cittadino, i canali e i fossati sono i luoghi preferiti per l’ovodeposizone così come le aree agricole incolte o abbandonate. Da qui l’importanza di sfalciare periodicamente la vegetazione soprattutto lungo le sponde dei canali.
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Aree geografiche di intervento
Prestiamo servizio di dezanzarizzazione in tutto il nord Italia, nel dettaglio le provincie già servite sono:
Valle d'Aosta - Piemonte
Aosta, Verbano-Cusio-Ossola, Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Torino, Vercelli.
Lombardia
Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Pavia, Sondrio, Varese.
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Friuli Venezia Giulia
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