Le foglie possono essere considerate il laboratorio chimico di un albero. Svolgono diverse funzioni la più importante delle quali è l’attività trofica.
Le piante notoriamente mangiano attraverso la radice e attraverso le foglie. Le prime assorbono acqua ed elementi nutritivi semplici (sostanze inorganiche come nitrati, solfati, fosfati, etc.). Le foglie tramite la fotosintesi clorofilliana costruiscono, partendo dalle molecole assorbite dalla radice, dalla anidride carbonica contenuta nell’aria e grazie all’energia luminosa fornita naturalmente dal sole, tutte le molecole organiche di cui necessitano (carboidrati in primo luogo ma anche proteine, lipidi e acidi nucleici).
Le molecole così sintetizzate vengono veicolate al resto della pianta per essere utilizzate nei processi respirativi (produzione di energia), nella costruzione delle singole parti della pianta (rami, radici, foglie) oppure vengono accumulate sottoforma di sostanze di riserva.
Strutturalmente nelle latifoglie la foglia è una lamina appiattita costituita da due lembi rivestiti da due epidermidi (una superiore e una inferiore) che racchiudono il mesofillo fogliare.
Sull’epidermide inferiore sono presenti gli stomi, minuscole aperture attraverso le quali l’anidride carbonica può penetrare e arrivare fino ai centri fotosintetici (i cloroplasti). Nel contempo nella foglia avviene un altro scambio gassoso: acqua sottoforma di vapore esce attraverso gli stomi dando luogo alla traspirazione. Quando la pianta traspira, una lunga colonna di acqua si muove lungo il sistema vascolare dalle radici fino alle foglie provocando l’assorbimento di altra acqua e dei relativi minerali disciolti in essa.
Le nervature ben evidenti sulle lamine fogliari costituiscono l’estremità apicale del sistema conduttore (xilema e floema).
Luce e acqua stimolano l’apertura degli stomi. Ma quando la temperatura si alza troppo, la pianta per non perdere troppa acqua, chiude gli stomi e blocca pertanto la fotosintesi (stress idrico).
Sia le piante a foglia caduca che le sempreverdi ricambiano periodicamente il proprio fogliame. Le caducifoglie perdono le foglie in un breve lasso di tempo rimanendo spoglie per tutti i mesi invernali. Le piante sempreverdi invece conservano le foglie per più anni (generalmente 2-3) e quindi il loro distacco è prolungato nel tempo.
Il distacco della foglia si ha mediante la produzione di un setto di separazione tra la base del picciolo e il fusto. Prima però che si formi il setto la pianta provvede a prelevare dalla foglia tutte le sostanze che potrà immagazzinare e riciclare successivamente. È per questo motivo che le foglie in autunno cambiano colore virando al giallo, rosso o marrone.
