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Tarli del legno e tarme: due insetti da non confondere

Tarli del legno e tarme dei tessuti

Data di pubblicazione: 27/06/2011

Capita a volte di sentire parlare di tarme del legno. E’ un errore. Le tarme del legno non esistono. Esistono invece i tarli del legno.

Tarme e tarli sono due insetti diversi. I primi sono lepidotteri; i secondi coleotteri.

Diverse sono anche le nicchie ecologiche e le matrici organiche sulle quali si sviluppano. Le tarme sono piccole farfalline con un’apertura alare di circa 10mm, che si nutrono preferibilmente di cheratina, una proteina contenuta in peli, piume e pelle. Attaccano svariati materiali organici quali indumenti, tappeti, materassi, cuscini, pellicce.

I tarli sono invece insetti xilofagi. Vivono nei manufatti lignei dove, a seconda della specie, si nutrono dei polimeri complessi che costituiscono il legno: cellulosa, emicellulose, lignina, amido. Sono agenti di biodeterioramento del legno e causano danni su mobili, soffitti, travi, parquet, etc.

Ciò nonostante i due nomi (tarli e tarme) a volte sono utilizzati con equivalenza generando confusione: il riferimento alle tarme del legno è fuorviante. Le tarme non possiedono corredi enzimatici da consentire loro la digestione dei componenti del legno.

Le tarme provocano danni su indumenti ed accessori realizzati con pelle, lana o piume. Le larve delle tarme sono dotate di un robusto apparato masticatore. Manifestano la loro presenza con erosioni o fori che possono interessare più strati nel caso di indumenti ripiegati negli armadi. Particolarmente dannosi sono gli attacchi ai peli delle pellicce che si distaccano lasciando aree estese prive di copertura.

Le tarme appartengono alla famiglia dei Tineidi (Tineidae). Le larve generalmente vivono in ricoveri costruiti con seta mista a materiali vari.

Tra queste si citano Tineola bisselliella e Tinea pellionella.

La prima, meglio conosciuta come "tarma chiara dei panni" è famosa anche per attaccare collezioni di insetti. E’ polifaga: le larve attaccano vestiti di lana, pellicce e piumaggi ma anche sostanze conservate come semi e farine. Possono nutrirsi degli escrementi emessi da larve della generazione precedente.

Gli adulti compaiono in genere in primavera ed il loro compito è unicamente riproduttivo. Le uova vengono deposte sui tessuti. Da queste usciranno, nel giro di 10-15 gg, le larve che inizieranno a costruire tubi sericei entro cui si svilupperanno, spostandosi e cercando luoghi riparati.

Tinea pellionella, la "tarma della lana e delle pellicce", si nutre di piume e penne di uccelli ma anche peli di mammiferi (es. lana). Nelle abitazioni attacca di preferenza tessuti di lana e piume; talvolta anche fibre di seta e cotone. Le larve si rivestono di un astuccio sericeo.

L’incrisalidamento avviene spesso negli angoli dei muri, nelle anfrattuosità o tra le crepe dei mobili (da qui spesso la confusione con i tarli del legno).

Abitudini diverse manifesta invece Tinea granella (falsa tignola del grano). Essa vive a spese di alimenti conservati: cereali, biscotti, farine, frutta secca e semi. La sua presenza è inconfondibile: il materiale attaccato viene avvolto con una bava sericea crando dei grumi superficiali dell’alimento.

Diversi sono gli insetti, diversa è la metodologia di controllo. Per i tarli del legno si applica il trattamento a microonde metodo Eurogreen; per le tarme dei tessuti il controllo viene eseguito con trattamenti insetticidi e successivo monitoraggio bio-ecologico.

Per risolvere un problema bisogna conoscerlo.
Se pensi di avere un problema di tarli, contatta subito Eurogreen.

Bibliografia:
Tremblay E. – Entomologia applicata – Liguori Editore, 1990
Puccini  V., Tarsitano E. – Parassitologia urbana – Edagricole, 2003
Suss L., Locatelli D.P. – I parassiti delle derrate – Calderini Edagricole, 2001

Leggi anche: Nel legno non solo tarli
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