Prevenire e combattere i parassiti delle piante
La difesa fitosanitaria si pone come obiettivo la sanità delle piante e il contenimento delle parassitosi che potrebbero compromettere lo sviluppo armonico degli esemplari vegetali.
La lotta contro i parassiti è prima di tutto di tipo preventivo: migliorare le condizioni di vita e ridurre gli stress per le piante è un buon punto di partenza.
La prevenzione in campo fitosanitario inizia già al momento della scelta dell’esemplare da inserire in un parco o in un giardino. L’adattabilità della specie all’ambiente pedologico e climatico è di fondamentale importanza. Utilizzare abeti rossi o betulle in pianura o palme in alta montagna, è un controsenso agronomico. Si parte con il piede sbagliato e si predispongono le piante ad un futuro stentato e pieno di incognite.
Infatti diversi agenti patogeni (come ad es. insetti scolitidi e xilofagi, funghi agenti di carie e cancri) attaccano di preferenza alberi in difficoltà fisiologica e vegetativa. Ambienti non idonei predispongono gli alberi all’attacco di questi parassiti.
Altra misura preventiva da attuare al momento della piantagione riguarda l’impiego di piante sane. Un’attenta disamina degli alberi durante la scelta in vivaio o anche al momento della messa a dimora, magari con l’aiuto di un occhio esperto e professionale come quello di un agronomo o di un perito agrario, mette al riparo da spiacevoli sorprese che spesso si manifestano qualche anno dopo la piantagione.
Al momento della messa a dimora è importante preparare adeguatamente il sito di impianto e rispettare le esigenze spaziali degli alberi. Quando si acquista un albero in vivaio non bisogna dimenticare che questo è destinato nel tempo a crescere. Interassi che sembrano adatti al momento della piantagione (aceri o bagolari posti a 3 m di distanza l’uno dall’altro), sono incongruenti con gli sviluppi dimensionali futuri delle chiome.
Quando due alberi sono molto ravvicinati tra loro, si determina il fenomeno della filatura: gli alberi formano tessuti di sostegno più fragili poichè utilizzano l’energia prodotta fotosinteticamente per crescere in altezza piuttosto che per irrobustire i propri tessuti strutturali.
Poi è l’uomo che fa il resto. Un vecchio detto sostiene che il peggior parassita degli alberi è l’uomo e osservando certe potature (meglio definite come capitozzature) non si può dare torto a questa affermazione. Potature sbagliate stressano gli alberi. Potature esagerate aprono grosse ferite che rappresentano delle vere e proprie autostrade per l’ingresso di funghi agenti di carie, degradatori del legno.
Pur tuttavia anche qualora le prescrizioni agronomiche inerenti la corretta scelta specifica, l’uso di piante sane, l’adeguata preparazione dei siti di impianto, la correttezza delle distanze di impianto, l’esecuzione di adeguate potature nel rispetto della fisiologia della specie vengono rispettate, gli alberi, come tutti gli esseri viventi possono ammalarsi.
Tralasciando le malattie incurabili come il Cancro Colorato del Platano, e le malattie strutturali come le carie, che richiedono un approccio fitosanitario particolare e specifico, quasi tutte le altre parassitosi devono essere considerate malattie endemiche: sono malattie sempre presenti e verso le quali solo predisponendo un corretto piano fitosanitario è possibile contenerle e mantenerle al di sotto della soglia di danno per l’albero.
Intervenire al momento giusto, con il giusto principio attivo e nelle giuste dosi vuol dire in molti casi annullare l’impatto della malattia o quantomeno ridurlo a livelli tali da renderlo impercettibile.
La lotta fitosanitaria ben impostata permette di minimizzare se non annullare gli effetti negativi della Cameraria dell’Ippocastano (Cameraria ohridella), di molti lepidotteri defogliatori (tra cui Ifantria americana– Hyfantria cunea), della psilla dell’albizzia (Acizzia jamatonica), degli afidi e delle cocciniglie.
Eurogreen è in prima linea nella realizzazione di piani di difesa fitosanitaria per il contenimento delle maggiori parassitologie.
In collaborazione con Enti di ricerca ha predisposto ad esempio un piano di sorveglianza e contenimento di Anoplophora chinensis (Tarlo asiatico).
I prodotti utilizzati per il contenimento delle fitopatie sono tutti normati dalla Direttiva Biocidi, hanno scarso o nullo impatto ambientale, bassa o nulla tossicità per l’uomo e per gli animali domestici, sono registrati per l’impiego sul verde ornamentale e nei confronti delle parassitologie indicate, non presentano fitotossicità o effetti collaterali per gli esemplari oggetto dell’intervento fitosanitario.
Eurogreen lavora per l’ambiente e lo protegge.
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