Analisi visive (V.T.A.) e strumentali
Un albero durante tutta la sua vita è sottoposto ad una serie di carichi esterni che generano tensioni al suo interno: capire come l’albero riesce a ripartire queste tensioni è di fondamentale importanza.
I carichi esterni più rilevanti sono quelli generati dalle avversità meteoriche come ad esempio il vento: altrettanto importanti sono quelli originati dal peso dell’albero e dalla sua crescita.
I carichi provocati dal vento generano delle compressioni nel lato sottovento e delle tensioni nel lato sopravvento; il peso dell’albero genera forze di compressione che si scaricano verso il basso in modo pressoché uniforme; le sollecitazioni di crescita si manifestano come compressioni all’interno del tronco e come tensioni nelle parti periferiche.
L’effetto combinato di queste tre forze sottopongono l’albero ad una serie di tensioni interne che l’albero stesso tende a compensare ispessendo il tronco laddove i tessuti vengono sottoposti alle maggiori pressioni.
In altre parole l’albero tende ad auto-ottimizzasi ridistribuendo in modo equo i carichi. Esso reagisce continuando a crescere nelle zone maggiormente sollecitate; nelle zone in cui le forze sono più blande, l’albero evita di apporre altro legno. In questo modo si tende a ristabilire lo stato di tensione costante (assioma della tensione costante).
Quando l’albero riesce a perseguire l’obiettivo, nessun punto sulla superficie del tronco indica tensioni maggiori rispetto ad altre. Quando invece questo non accade l’esito può essere infausto e determinare la rottura nella zona difettata.
Tutto questo viene reso manifesto dall’albero attraverso sintomi che lasciano intendere lo squilibrio: l’analisi V.T.A. è lo strumento che permette di interpretare i segnali di sofferenza che l’albero mostra.
Curvature del tronco, rigonfiamenti, depressioni, costolature, fenditure sono solo alcuni dei sintomi che l’albero può esibire. La loro presenza non ha un significato univoco. Per arrivare alla diagnosi conclusiva occorre una disamina oculata ed attenta dei segnali che devono essere rapportati con la morfologia dell’albero, le condizioni climatico-ambientali, le eventuali interferenze di crescita.
Il V.T.A. è un controllo a vista ed è il primo passo per la valutazione dello stato fitostatico di un albero. L’analisi visiva trae spunto da argomentazioni scientifiche derivati da studi sulla biomeccanica dell’albero e implicano conoscenze di biologia e di fisica dei materiali.
Pur tuttavia la valutazione definitiva delle possibili cause di instabilità può richiedere procedimenti diagnostici più approfonditi.
La ricerca ed il progresso tecnologico mette a disposizione strumenti all’avanguardia con i quali è possibile eseguire analisi specialistiche e specializzate.
Le onde soniche vengono utilizzate per indagare le strutture interne degli alberi, quantificare il grado di decadimento del legno e individuare rotture invisibili all’esterno allo scopo di predisporre piani di recupero di alberi storici e monumentali.
Il tomografo Picus con le numerose implementazioni che si sono succedute negli ultimi anni, rimane lo strumento più valido per monitorare i difetti o le alterazioni interne di un albero.
La restituzione grafica digitale permette di quantificare il danno e proporre le soluzione per la sua razionalizzazione.
Prevedere i pericoli che possono derivare da esemplari a rischio di schianto, fornire gli scenari di sviluppo di un albero che presenta difetti di crescita o alterazioni biomeccaniche, predisporre le opportune azioni correttive (potature, consolidamenti, messa in sicurezza di branche pericolanti) sono segnali di rispetto degli alberi e di tutela per i suoi fruitori.
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