Si può prevedere il rischio di schianto?
Da che cosa può dipendere la caduta di un albero? Le risposte sono molteplici, le cause possono essere sinergiche. Tuttavia esistono procedure che consentono di individuare i rischi di uno schianto prima che questo possa accadere.
Gli alberi mediante manifestazioni morfologiche e fisiologiche possono segnalare uno stato di alterazione che potrebbe evolversi in un evento calamitoso.
L’accertamento deve però avvenire per tempo, prima che sia troppo tardi. Il primo passo è costituito dall’analisi visiva riconducibile ad una analisi morfo-sintomatica che comprenda non solo l’esame dell’albero ma anche dell’ambiente circostante.
L’ecosistema che ruota intorno al soggetto arboreo può essere la causa di filatura della chioma, di sollevamento dell’apparato radicale, di sbrancamenti o ferite da rotture, di filloptosi, di clorosi e necrosi fogliare: sono questi segnali che indicano che l’albero è in sofferenza.
Un accertamento ai fini della valutazione di stabilità di un albero non può prescindere dall’esame delle cause biotiche o abiotiche che possono avere generato l’alterazione o il difetto di crescita.
L’analisi deve essere eseguita considerando l’albero come un sistema: il sistema albero. La valutazione deve tenere conto della morfologia e dell’anatomia dell’esemplare: dimensioni e simmetria della chioma.
In seguito vengono analizzati i punti critici dell’albero (ferite, corteccia inclusa, fusti o branche codominanti, cavità, fessurazioni, rigonfiamenti, depressioni, etc.) che palesano il potenziale di rischio e nel contempo consentono di prevedere se il difetto si ripercuote su una parte dell’albero (potenziale rottura di branche, ramificazioni secondarie) ovvero sull’intera struttura con rischio di schianto e ribaltamento.
L’ispezione delle parti basali dell’albero, del colletto e del sistema radicale più superficiale forniscono elementi probanti il pericolo di caduta. La rilevazione dei difetti deve essere sempre messa in relazione con la complessità dell’esemplare arboreo: si tratta di verificare in che modo l’alterazione possa riflettersi sulla stabilità dell’albero.
Fattore aggravante è la presenza di funghi agenti di carie la cui attività di deterioramento riduce il tenore di lignina e cellulosa nei tessuti di sostegno. Da qui la necessità di indagare la consistenza del legno deteriorato e lo spessore della parete residua del legno. La rilevazione prevede una valutazione strumentale.
Ma attenzione alle conclusioni affrettate: la presenza di un difetto non è di per sé causa di una diagnosi di abbattimento.
La valutazione prende in esame l’entità del danno riferendolo all’albero nella sua globalità in modo da prevedere le conseguenze dell’alterazione sulla stabilità dell’albero stesso, la sua resistenza presente e futura alle sollecitazioni sia interne (es. di crescita) che esterne (es. vento), la capacità di compartimentalizzare le lesioni soprattutto se di origine fungina.
L’obiettivo: diagnosticare correttamente l’entità del danno commisurandolo alla sicurezza dell’albero e prevedere le opportune azioni correttive affinchè l’esemplare arboreo, soprattutto se di valore storico o paesaggistico, possa comunque essere un elemento di tranquillità, e non di incertezza, all’interno di un parco o un giardino.
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