Temperatura e lotta ai tarli

Data di pubblicazione: 26/10/2009

Alte temperature e microonde: il metodo Eurogreen


Tra i fattori ambientali che maggiormente condizionano il ciclo biologico dei tarli del legno vi è la temperatura. In letteratura si legge ad esempio che il ciclo completo di Hylotrupes bajulus (comunemente conosciuto con il nome di Capricorno delle case – lo stesso nome viene usato per identificare un altro coleottero cerambicide: Trichoferus holosericeus) varia da 1 a 7-8 anni, con punte fino a 17.

Sono questi dati bibliografici. Eurogreen è interessata alle correlazioni pratiche; il numero di anni può fare la differenza, la divergenza pregiudica gli esiti giudiziali. Pratica e ricerca aiutano nella comprensione della realtà: l'argomento è oggetto di studio da parte di Eurogreen.

Ambienti non riscaldati - cicli lunghi per i tarliAttualmente un programma di ricerca Eurogreen è proprio volto a determinare l'ampiezza dei cicli biologici.

Ciò che determina l’elevata variabilità è la temperatura: diversa è la lunghezza del ciclo a seconda che ci troviamo in un ambiente riscaldato o all’esterno.

Ogni insetto presenta un optimum di temperatura al quale le sue prestazioni metaboliche e fisiologiche si esplicano nel migliore dei modi. Allontanandosi dalla temperatura ottimale i tarli rallentano i tempi di crescita e di sviluppo: in altre parole la lunghezza del ciclo biologico aumenta.

Questo vale fino a quando non si arriva ai valori minimi e massimi oltre i quali l’insetto smette di crescere o addirittura muore: si parla di temperature letali.

Ambienti riscaldati - cicli brevi per i tarli delLe basse temperature hanno un effetto blando e sono meno incisive: soprattutto quando queste sono raggiunte lentamente, l’insetto può avere l’opportunità di entrare in una forma diapausante che gli consente di superare indenne il periodo avverso.

Le alte temperature hanno invece effetti disastrosi sugli insetti: la denaturazione dei sistemi enzimatici conducono a morte i tarli.

In molti casi gli insetti possono subire danni o malformazioni prima ancora di raggiungere le temperature letali. A temperature definite di transizione, possono intervenire modificazioni nella morfologia o nella fisiologia che non conducono a morte immediata, ma allo stesso tempo non consentono al tarlo di completare il proprio ciclo biologico o di dare origine ad una nuova progenie.

Ad alte temperature, ma inferiori a quelle letali, si possono avere ad esempio variazioni permanenti nella disposizione delle molecole che costituiscono lo strato ceroso che riveste la cuticola. Lo "scioglimento" della cuticola comporta la perdita di acqua per evaporazione e la conseguente morte per disidratazione del tarlo. L’effetto non è immediato e può richiedere del tempo (qualche giorno).

Analogamente alte temperature sub-letali possono danneggiare la Temperature letali con le microondespermatogenesi dei maschi o l’ovogenesi nelle femmine inducendo una sterilità permanente negli individui che non moriranno ma non saranno in grado di dare luogo ad una nuova generazione.

L’innalzamento della temperatura conseguente ad un trattamento con le microonde ha come obiettivo la debiotizzazione dell’oggetto ligneo trattato.

Da quanto sopra esposto si può dedurre che tale effetto non viene ottenuto necessariamente con il raggiungimento delle temperature letali per i tarli del legno. Il riscaldamento del legno ma soprattutto la sua persistenza ad elevate temperature per diversi minuti, consente il raggiungimento dell’obiettivo sia mediante una azione diretta ma anche attraverso eventi collaterali che possono scatenarsi in seguito al trattamento a microonde.

Un trattamento con le microonde presuppone pertanto un avvicinamento riflessivo: la corretta applicazione dei protocolli di lavoro, l'interpretazione delle evidenze per quanto riguarda gli aspetti tecnologici del legno, ma anche conoscenze biologiche. Tuttavia, se in seguito ad una giudiziosa applicazione del sistema, una larva dovesse sopravvivere, questa vivrebbe danneggiata per alterazione dei processi metabolici e ormonali; il riferimento è all'alimentazione e alla riproduzione, quest'ultima riguarda l'insetto perfetto.

Il ciclo biologico di un insetto, come di qualsiasi essere vivente, è volto alla perpetuazione della specie e quindi alla sua riproduzione.

Per riprodursi un insetto deve nutrirsi e per nutrirsi deve trovarsi nelle condizioni ideali. Quando questo non si verifica l’insetto smette di alimentarsi, si indebolisce e non riesce a completare il proprio ciclo.

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Disinfestazione Tarli


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