I minuscoli pappataci

Data di pubblicazione: 09/07/2007

Non si vedono ma si fanno sentire


Phlebotomus papatasi - pappataciDurante il periodo estivo le zanzare non sono gli unici insetti che infastidiscono le nostre serate e il nostro sonno.

Silenti ma particolarmente molesti sono i pappataci, ditteri ematofagi conosciuti anche con il nome di Flebotomi, che si muovono a scatti e pungono le vittime dormienti senza produrre alcuna vibrazione (al contrario delle zanzare che in "annunciano" il loro arrivo con il caratteristico ronzio).

Il nome curioso di pappataci indica proprio questa peculiarità: mangiare stando in silenzio (mangia e taci).

Contrariamente alle zanzare i pappataci hanno una scarsa propensione al volo e quindi non effettuano grandi spostamenti.

Gli adulti sono piccoli moscerini lunghi non più di 2-3 mm con il corpo ricoperto da una fitta peluria.

L’apparato boccale, come quello delle zanzare, è di tipo pungente-succhiante.

Identico è anche il comportamento poiché i pappataci hanno abitudini prevalentemente crepuscolari e notturne: le femmine sono ematofaghe, vale a dire si cibano di sangue, mentre i maschi hanno una dieta glicifaga (si nutrono di secreti zuccherini come ad esempio le melate degli afidi).

Le proteine contenute nel sangue prelevato dall’uomo sono indispensabili per portare a maturazione le uova che vengono deposte in genere in luoghi bui: soffitte, scantinati, condotti fognari, rifugi per animali domestici (cucce dei cani), fenditure dei muri, mobili e all’aperto nelle cavità degli alberi.

Il ciclo dei flebotomi è fortemente influenzato dall’andamento climatico: durante il periodo estivo si hanno almeno due generazioni e gli adulti sono generalmente attivi da maggio a settembre.

Le punture dei pappataci, oltre ad essere irritanti e produrre dei ponfi, possono dare origine a manifestazioni allergiche. La saliva iniettata dal dittero per effetto dell’inevitabile successivo grattamento può provocare infiammazioni cutanee.

La "febbre da pappataci" (o febbre dei tre giorni) è provocata da un virus trasportato dai flebotomi che è in grado di trasferirsi da generazione in generazione. La malattia comporta un innalzamento della temperatura corporea per 2-3 gg e dolori articolari simili a quelli generati dalla sindrome influenzale.

La disinfestazione contro i pappataci deve essere prima di tutto preventiva.

E’ importante eliminare tutti i probabili focolai di infestazione costituiti soprattutto da detriti organici di cui si nutrono le forme giovanili dei pappataci (larve).

La luce è un elemento di forte disturbo per gli adulti e pertanto l’areazione e la penetrazione della luce solare nei locali può costituire un deterrente per i pappataci.

Se la prevenzione non è stata risolutiva si deve procedere con la disinfestazione che prevede l’utilizzo di formulati insetticidi autorizzati anche per impieghi domestici e in elevata presenza antropica.

Questi prodotti sono pertanto dotati di bassissima persistenza e devono essere irrorati prevalentemente nelle ore crespuscolari.

È doveroso ricordare che le disinfestazioni, seppur eseguite con prodotti a basso impatto ambientale, devono essere eseguite da personale tecnico altamente specializzato e dotato di opportune attrezzature dal momento che i focolai sono sparsi e non facilmente localizzabili.

Infine non bisogna trascurare il fastidio arrecato dai flebotomi agli animali domestici ed in particolar modo ai cani che per questo diventano un serbatoio naturale per le Leishmanie, protozoi agenti di alterazioni cutanee e della Leishmaniosi viscerale.

La foto del Flebotomo proviene dal Centre for Disease Control and Prevention

Bibliografia:
Puccini  V., Tarsitano E. – Parassitologia urbana – Edagricole, 2003


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