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Danni e malattie

RODITORI
TOPI E RATTI

Mus musculus 
È in grado di colonizzare ogni sito, dalla lavatrice domestica, a un centro di elaborazione dati. Lo troviamo frequentemente nella filiera agro-alimentare, dove è considerato un'entità endemica che può essere causa di allarmanti epidemie.

Rattus rattus
Come Mus musculus sottrae cibo, imbratta derrate con le sue deiezioni, rosicchia ciò che ostacola il suo cammino ed è un potenziale vettore di numerose malattie infettive, tra cui salmonellosi, afta epizootica, adenvirosi, leptospirosi, listeriosi, rickettsiosi, arborvirosi, leihsmaniosi, verminosi e molte altre.
È stato la causa principale delle epidemie di peste dei secoli scorsi.

Rattus norvegicus
Come il Rattus rattus.

ARVICOLE

Possono causare gravi danni alle colture agrarie, forestali e orticole.
Ricordiamo i casi più recenti: i meleti del Trentino, seriamente danneggiati dall'arvicola campestre e le carciofaie ed altre colture pregiate, preferite dall'arvicola dei Savi.

NUTRIE

Diverse sono le responsabilità di questo roditore:

  • minaccia alla biodiversità
    La rapidità riproduttiva, unita all'assenza nel Delta dei suoi nemici naturali, determina il sovraffollamento di molte aree da parte di questi animali. In Sud America, infatti, molti grossi felini carnivori predano i nutria, ma in Europa soltanto i cuccioli possono essere vittima di predatori, per altro sempre più rari.
    Non essendo una specie autoctona, il nutria è riuscito a colonizzare con successo le nicchie ecologiche libere nel Delta del Po, probabilmente anche grazie alla scomparsa della lontra, mammifero acquatico ma carnivoro, che avrebbe potuto in parte ostacolare la rapida diffusione del nostro roditore. Le nutrie non facevano parte dell'ecosistema italiano e in esso sono state introdotte per via di accidentali fughe dagli allevamenti e dagli stessi allevatori una volta liberate dalle gabbie al tramontare della moda passeggera delle "pellicce di castorino".
  • distruzione delle rive fluviali
    L’escavazione dei cunicoli che utilizza come tane, anche se poco articolate, é sufficiente ad indebolire seriamente gli argini.
  • danneggiamento delle colture agricole
    I danni che arreca al settore agricolo derivano dalla dieta della nutria che è in prevalenza vegetariana, con particolare predilezione delle parti fibrose delle piante acquatiche, come ad esempio radici o tessuti attorno alla base.
    Spesso abbandonano i canali per alimentarsi nei campi, specie di barbabietole, e sono in grado di abbattere i fusti del mais per meglio raggiungere le più appetibili pannocchie.
    Nella loro dieta sono presenti i molluschi che normalmente si trovano presso le acque dolci.
  • diffusione della leptospirosi
    A seguito di una indagine sul rischio sanitario nutrie l'Istituto Zooprofilattico di Brescia ha recentemente certificato che le nutrie selvatiche non sono portatrici di virus infettivi per l'uomo e per gli animali da allevamento.
    Topi e ratti sono la fonte primaria di persistenza di questa patologia. Diffusa nell’ambiente con le urine, il contagio avviene tramite alimenti, bevande o ferite cutanee infettate dall’urina di topi e ratti. La forma nell’uomo è molto grave e, se non diagnosticata in tempo, può portare alla morte. È ovvio che le nutrie, vivendo in un ambiente acquatico in convivenza con topi e ratti, siano, al pari di essi, contagiati dalle stesse forme patologiche e che vi sia la possibilità che questo animale possa determinare nel tempo uno squilibrio nell'attuale epidemiologia della leptospirosi.
    C’è da dire che le nutrie sono una apparizione recente nel panorama ambientale italiano, mentre la leptospirosi è sempre stata presente né risulta che essa sia particolarmente in aumento negli ultimi anni, confermando il fatto che le nutrie sono un fattore assolutamente marginale nella sua diffusione.
INSETTI
BLATTE O SCARAFAGGI

Oltre ai danni diretti, causati quando si cibano di alimenti umani, pelle, peli, carta, colla, eccetera, e a quelli indiretti, quando contaminano alimenti, stoviglie, confezioni e utensili, gli scarafaggi sono potenzialmente molto pericolosi perché in grado di diffondere microbi e organismi patogeni, con cui entrano in contatto vivendo e cibandosi in luoghi malsani come fogne, discariche, pattumiere, latrine, trasportandoli sul corpo, sulle zampe e sulle antenne e disseminandoli nell'ambiente attraverso deiezioni e rigurgiti.
In luoghi a rischio, come ospedali e comunità in genere, il potenziale biologico di infezioni e contagio è molto superiore e ben più pericoloso.
Ricordiamo infatti che oltre ai batteri responsabili di gastroenteriti (Escherichia coli) e salmonellosi (Salmonella spp.), gli scarafaggi sono vettori di Staphylococcus responsabili di ascessi, Pseudomonas che producono infezioni, Shigella, Proteus, Mycobacterium e addirittura Pasterella pestis (rilevata sugli insetti in un focolaio di peste ad Hong Kong), per un totale di ben 48 ceppi di batteri patogeni. Possono inoltre diffondere protozoi, nematodi e cestodi, pericolosi per l'uomo.

PULCI

Questi ectoparassiti possono causare problemi attraverso la loro puntura e la sottrazione di sangue (ruolo attivo), oppure veicolare malattie all'uomo e altri animali (ruolo passsivo).
Le punture, soprattutto se ripetute, possono dar luogo a violente manifestazioni allergiche a causa della saliva che viene inoculata.
Grazie alla loro mobilità e al fatto che si alimentano su "ospiti" diversi, sono portatori di virus, rickettsie, batteri e responsabili di gravissime malattie come la peste, la tularemia, la mixomatosi, il tifo murino, la tripanosomosi e molte altre.

ZECCHE

Ruolo patogeno diretto: le "punture" delle zecche (penetrazione dell'apparato boccale nella cute) provocano lesioni dolorose, infiammazioni locali.
Ruolo patogeno indiretto: sono vettori di numerose patologie virali, batteriche e protozoarie. L'uomo può essere interessato da:

  • malattie batteriche (Borreliosi o malattia di Lyme, Spirochetosi)
  • malattie virali (Encefalomielite equina, Loupng III, Encefalite da zecche)
  • malattie protozoiche (Babesiosi, Theleriosi)
  • malattie da nematodi (filariasi del cane).
TARLI

Sono in grado di distruggere completamente piccoli e grandi manufatti in legno.
In alcuni casi i danni sono visibili fin dall'inizio dell'attacco, in altri si manifestano solo dopo un periodo di tempo più o meno lungo.

FORMICHE

Sottrazione del cibo, contaminazione diretta e indiretta. 

ALTRI ANIMALI MOLESTI
COLOMBI DI CITTÀ

Oltre a procurare inconvenienti al patrimonio architettonico e monumentale, possono danneggiare l'agricoltura e causare problematiche di ordine igienico-sanitario.