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La radice

L’apparato radicale di un albero svolge un triplice ruolo: sostegno, nutrizione e riserva. La funzione di sostegno viene svolta dalle radici più grosse che hanno una struttura molto estesa e ancorano l’albero al terreno. Le porzioni terminali, molto sottili e riccamente coperte da minuscoli peli radicali hanno invece il compito di rifornire continuamente l’albero di acqua e sostanze minerali. Nel contempo la radice accumula sostanze di riserva che potranno essere utilizzate per la creazione di nuovi tessuti.

L’apparato radicale ha un andamento preferibilmente orizzontale. Nei primi 30-35 cm di terreno è compreso il 90% dell’apparato ipogeo poiché in questo strato vi è la maggior disponibilità di ossigeno, indispensabile per la respirazione cellulare, e di acqua. La sua espansione è continuamente tesa alla ricerca di acqua e sostanze nutritive, in competizione con le radici di altre piante e dei microrganismi normalmente presenti nel suolo.

La sua crescita si attua per allungamento e aumento del diametro. L’allungamento avviene solo nella parte terminale dove è presente uno strato gelatinoso di cellule chiamato cuffia (1-2 mm) che ha lo scopo di perforare il terreno consentendo la crescita della radice. Al di sotto della cuffia si trova l’apice radicale che è costituito da cellule in continua divisione (cellule meristematiche) e che sono le vere responsabili dell’avanzamento della cuffia.

Seguono la zona di differenziazione e la zona pilifera. La prima, priva di peli, viene anche chiamata zona liscia ed è estremamente importante poiché è qui che si incominciano a differenziare i tre tessuti fondamentali della radice: il tessuto tegumentale, il tessuto parenchimatico ed il tessuto vascolare.

La zona pilifera è la diretta responsabile della funzione trofica della radice. I peli radicali che la compongono sono strutturati in maniera tale da permettere, mediante fenomeni osmotici, l’assorbimento di acqua e sostanze nutritive minerali. I peli radicali hanno una vita molto limitata (circa 1 mese).

Quando la radice perde i peli radicali smette la sua funzione trofica, diventa legnosa ed assume la duplice funzione di ancoraggio e riserva. L’assorbimento pertanto è circoscritto ad una zona ben limitata della radice. Purtroppo durante i trapianti buona parte della superficie assorbente viene persa. Per questo motivo diventa di fondamentale importanza, per un buon attecchimento dopo il trapianto, che le dimensioni della zolla siano adeguate alle dimensioni dell’apparato radicale.

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